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LA FIRMA DELL'EX - Michele Pazienza: l'oro di Napoli, la Serie D e...il sogno di allenare!

Leader silenzioso, grande protagonista nell'era Mazzarri in maglia azzurra. La piazza partenopea lo ricorda per la grande dedizione ed efficacia in mezzo al campo. Intercettato telefonicamente dalla nostra Serena Di Capua, Michele Pazienza ha risposto in esclusiva per GOLCAMPANO.IT alle nostre domande, spaziando tra Serie A, Lega Pro, Serie D e progetti futuri. Ecco le sue dichiarazioni:


Il Napoli conquista solo un punto in Turchia, rischiando di perdere una gara che avrebbe potuto vincere se non avesse fallito diverse palle gol. I problemi restano sempre gli stessi, ma almeno la squadra resta in piena corsa per la qualificazione dopo il bel tiro di Hamsik, che recupera il rigore dubbio siglato da Quaresma. Il Besiktas è una squadra di medio livello, con qualche buona individualità ed è difficile spiegarci come  abbia potuto battere il Napoli al San Paolo. Come giudichi il cammino in Champions del Napoli fino ad ora?

“Il Besiktas non credo che sia una squadra mediocre, altrimenti non si spiegherebbe come ha potuto avere la meglio sul Napoli nella gara d’andata. Il motivo è semplice, il San Paolo è un fortino e poche squadre riescono ad uscirne indenni. I turchi se hanno violato l’imbattibilità casalinga degli azzurri è perché hanno in rosa dei giocatori importanti ed esperti della competizione, favoriti, sicuramente, anche dalla serata storta degli uomini di Sarri. Ma, il cammino in Champions del Napoli, resta molto positivo. La formazione partenopea, nonostante gli infortuni e i problemi fisici riscontrati in alcuni elementi è sulla buona strada per continuare a recitare un ruolo da protagonista”

Grazie al tuo dinamismo, spirito di sacrificio e capacità di inserirti in area, abile sia in fase di contenimento sia in quella offensiva, ti sei rivelato uno dei centrocampisti più duttili ed efficienti degli ultimi anni. Attualmente al Napoli, nella zona nevralgica del campo, c’è molta abbondanza caratterizzata dall'esplosione di Diawara e dal momento negativo di Jorginho. Cosa ne pensi?

“Penso che quello del Napoli sia uno dei centrocampi più completi del campionato di serie A. Sono molto contento per i ragazzi, soprattutto per Diawara, il quale è riuscito a dimostrare le sue qualità. Può fare ancora meglio, ma ci vorrà un po’ di tempo per assistere alla sua completa esplosione. Jorginho, invece, sia per le dinamiche che per il gioco del Napoli è un giocatore indispensabile, da schierare titolare, malgrado il suo periodo no”

Durante la tua permanenza all’ombra del Vesuvio hai avuto il piacere di giocare nella stagione 2010-11 insieme a due grandi campioni: Lavezzi e Cavani. Entrambi, successivamente, andati via da Napoli per trovare fortune altrove. Stessa sorte, di recente, è capitata anche ad Higuain. Secondo te la piazza partenopea è vista, dai “fuoriclasse”,  solo come trampolino di lancio?

“La piazza di Napoli non è vista come un trampolino di lancio perché sia Lavezzi che Cavani sono stati giocatori importanti per diversi anni in maglia azzurra e la loro partenza sarà stata condizionata da altri fattori. Anche alla Juve, alcuni elementi di spessore, come Morata,  sono andati via. Il calcio è fatto anche di questo. Il vero motivo è che i giocatori dopo aver dato il massimo in una squadra, tendono a rincorrere nuovi stimoli in un altro ambiente dove potersi riconfermare ad alti livelli”

Tu come Higuian da Napoli sei approdato a Torino, sponda bianconera. Cosa si prova, alla luce della storica rivalità tra le due tifoserie?

“E’ sicuramente un passaggio delicato, che pesa come un macigno ai tifosi del Napoli proprio per la rivalità che sussiste tra le due tifoserie. Ma, credo che il percorso di un giocatore debba essere mirato al di là delle idee e dei malumori della piazza, perché è un lavoro ed è giusto non farsi influenzare nelle scelte”

Tre anni in maglia azzurra conditi da 106 presenze e 4 gol. Che ricordi hai di quell’esperienza?

“A Napoli ho trascorso gli anni più belli della mia carriera, dove sono stato un giocatore importante per la squadra, riuscendo anche a conquistare la simpatia dei tifosi. Ancora oggi ho dei ricordi fantastici. Sono stati dei momenti intensi, pieni di soddisfazione e ricchi di giornate trascorse senza mai annoiarsi. Perché vivere la città di Napoli, quotidianamente, riserva sempre delle sorprese”

A 34 anni continui ad essere fondamentale  in campo, mettendoti ulteriormente in gioco in serie D col Manfredonia, una categoria finora a te sconosciuta. Come ti stai trovando? Quali sono i tuoi progetti futuri una volta appese le scarpette al chiodo?

“Che io continui ancora a giocare, tralasciando il prestigio della categoria, dimostra il fatto che dentro di me è ancora viva la passione per questo sport. Fino a quando ci sarà questo impeto proseguirò il mio percorso da giocatore dopodiché spero di riuscire ad allenare. Conosco le difficoltà di questo mestiere ma è una professione che mi affascina particolarmente”

Prima di firmare col Manfredonia, avevi ricevuto altre offerte. Una su tutte la chiamata del tuo ex compagno di squadra Roberto De Zerbi, all’epoca allenatore del Foggia, con il quale fosti protagonista della promozione in Serie C1 dei rossoneri nella stagione 2002/03. Come mai sfumò la trattiva? Pensi che il Foggia attuale abbia tutte le carte in regola per poter ripercorrere quell’annata trionfale?

“Per l’esattezza la chiamata non fu di De Zerbi ma del presidente Fares. La trattativa non andò più in porto per vari motivi, di cui non sono a conoscenza. Ci furono altri contatti in Lega Pro, però, erano dei progetti che non mi entusiasmavano a differenza del Manfredonia. Seguo, ugualmente, le vicende del Foggia. Secondo me, i rossoneri hanno i requisiti giusti per agguantare la promozione. Nel posticipo contro il Lecce hanno messo in mostra un’ottima prestazione, avendo in rosa giocatori d’esperienza, come Vacca e Agnelli, i quali sono un lusso per la Lega Pro. Il girone C è molto agguerrito, con formazioni ben attrezzate, ma, il Foggia ha il vantaggio di dar seguito alla strepitosa annata scorsa con gli stessi giocatori”

Ti ringraziamo per l’infinita disponibilità e cortesia. Prima di congedarci un saluto ai nostri lettori e alla piazza di Napoli…

“Saluto i lettori di GOL CAMPANO e la città di Napoli. La squadra azzurra è sempre nel mio cuore, ed è inutile dire ai tifosi che ogni qualvolta ho la possibilità di parlare del Napoli, lo faccio sempre con affetto”.

 
MICHELE PAZIENZA in esclusiva per GOLCAMPANO.IT
A cura di Serena Di Capua - Riproduzione riservata