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LA FIRMA DELL'EX – Gaetano Fontana: quella punizione alla Sangiovannese, la stima per Sarri e il percorso da allenatore: "Perseveranza, l'arma segreta"

Un passato da centrocampista ed un presente da allenatore. La storia di Gaetano Fontana è sempre nel segno delle sfide. Trequartista di talento, nato a Catanzaro il 21 febbraio 1970, da calciatore si è tolto diverse soddisfazioni: Ascoli, Fiorentina e Napoli, le tappe più importanti, ma i suoi due anni all’ombra del Vesuvio in serie C1 sono stati un valore aggiunto, a trent’anni, giocare davanti a 60.000 spettatori del “San Paolo” non è da poco. Da tecnico, invece, dopo qualche tappa nei dilettanti, non è stato tutto rose e fiori, per usare un eufemismo: la squalifica di 3 anni e 6 mesi in seguito al derby falsa di Salerno nel 2013, gli ha frenato l’immagine e la carriera. L’ex mediano azzurro, però, si sempre contraddistinto per il suo grande carisma e la sua umiltà, d’altronde è nelle difficoltà che si vede l’uomo, e per uno che da calciatore non si è mai tirato indietro sarebbe stato strano il contrario. La fine dell’incubo si è tinta di gialloblù, a Castellammare è stato un doppio ritorno, terminato forse troppo in fretta. Intercettato telefonicamente dalla nostra Serena Di Capua, Fontana, ha risposto in esclusiva per GOLCAMPANO.IT alle nostre domande, spaziando tra Serie A, Lega Pro e progetti futuri. Ecco le sue dichiarazioni:

 

La città di Napoli ti ricorda in quanto sei stato uno dei grandi protagonisti della rinascita. Con la maglia azzurra hai saputo farti apprezzare per carisma ed estro. Che episodio o aneddoto ricordi con particolare emozione?

“L’annata fu entusiasmante per cui se dovessi racchiuderla in un momento particolare sarebbe un’impresa, ma dovendo estrapolarne uno è sicuramente l’emozione di quella punizione che ormai rimane storica per il finto litigio con Capparella, un’invenzione nostra fortunatamente andata a buon fine. Fu uno dei tanti episodi che sono capitati in quella stagione stupenda”.

Come giudichi il livello del Napoli attuale e l'impronta di Sarri?

“Io sono un grande estimatore di Sarri, ritengo che sia l’allenatore che in questo momento ha dato vari input ai tanti colleghi sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista gestionale. Per me è un riferimento che continuo a studiare giornalmente per cercare di scovare delle situazioni che possano essere funzionali anche al mio lavoro, attenzionato anche da molti tecnici stranieri”.

Cosa manca ancora per vincere qualcosa di importante?

“Manca un po’ d’esperienza. Le vittorie si costruiscono con il lavoro e credo che attualmente il Napoli non abbia il vissuto storico della Juventus che continua a primeggiare in Italia e farsi valere in Europa. Ma, se c’è la voglia e la forza di continuare questo progetto tecnico, sicuramente con il passare del tempo cresceranno i giovani dell’organico azzurro, già di valore assoluto. Così una volta abituati a queste competizioni e a dover vincere sicuramente il gap si potrà sensibilmente annullare”.

In A il Napoli di Sarri, in Lega Pro la Juve Stabia di Fontana. Al pari dell'allenatore azzurro, nella prima parte di stagione sei stato in grado di farti apprezzare per il miglior gioco espresso in Lega Pro. La tua squadra ha dato spettacolo contro chiunque, imponendo sempre il proprio gioco spregiudicato e vincente. La piazza sembrava rinata, alla conquista di un sogno finalmente non più lontano. Qual era il segreto di quel incredibile rendimento?

“La voglia di scoprirsi ogni giorno, di lavorare, di stare sul pezzo e poi ovviamente quando si ha questa predisposizione al lavoro da parte di tutti vengono fuori le cose migliori. Come dicevo per il Napoli, anche per qualsiasi tipo di squadra bisogna avere la forza di superare momenti di difficoltà che possono nascere nel corso di un campionato e costruire le vittorie. Ciò lo dice anche la storia del Lecce e del Foggia, formazioni costruite da anni per sbaragliare ogni insidia, eppure il salto di categoria anche per loro non è mai semplice. Penso che alla fine la perseveranza sia l’arma segreta”.

Escludendo la capolista Foggia, ormai con un piede in serie B, tra le big del girone C, alla fine chi la spunterà nella regular-season?

“Prevedo un terno al lotto, d’altronde quest’anno è la prima volta che si effettueranno i play-off allargati. Ci saranno una serie infinita di partite dove conterà poco l’aspetto qualitativo. Tutte le squadre che avranno accesso agli spareggi saranno sicuramente di valore, ma sul campo conterà tanto l’aspetto mentale e fisico. E’ difficile ad oggi citarne qualcuna perché le formazioni partecipanti saranno altamente competitive e con piazze importanti, come la stessa Castellammare, per cui diventa difficile spuntarla. Per dirlo con esattezza ci vorrebbe la sfera magica”.

Quali sono i tuoi impegni attuali e progetti futuri? Accetteresti di nuovo una chiamata da una società campana?

“In questo periodo sono in giro per studiare altri colleghi, vedere partite, guardare allenamenti, insomma aggiornarmi perché il nostro mestiere è anche questo andare alla ricerca di qualche idea e novità per migliorare il proprio lavoro. Poi ovviamente terminata la stagione mi auguro di poter ripartire con una squadra in modo da rimettermi in careggiata. In Campania ho trascorso tanti anni della mia vita professionale sia da allenatore che da calciatore. E’ una regione che conosco bene e alla quale sono affezionato e se dovesse capitare perché no”.

Ti ringraziamo per l’infinita disponibilità e cortesia. Prima di congedarci un saluto ai nostri lettori e alla piazza di Napoli…

“I tifosi partenopei sanno quanto sono legato alla città e alla squadra. Faccio ovviamente il tifo per il Napoli e per Sarri perché per me è un allenatore che merita di raggiungere grossi traguardi. Mando un saluto affettuoso agli sportivi che seguono GolCampano e infine ne approfitto anche per fare gli auguri di Buona Pasqua a tutti”.

 

 

GAETANO FONTANA in esclusiva per GOLCAMPANO.IT

A cura di Serena Di Capua – Riproduzione riservata